ZELTWEG 2002: COME VERAMENTE È ANDATA
Gli interessi della Ferrari prima di tutto. Questa è la filosofia sulla quale il fondatore Enzo Ferrari ha costruito il suo mito, applicata tanto nel ramo aziendale quanto, e soprattutto, sul piano sportivo. Di conseguenza gli ordini impartiti non si discutono. Si mettono in pratica.
Nella leggendaria e gloriosa storia del Cavallino Rampante ci sono stati tanti casi in cui lo scudiero ha dovuto adattarsi alle esigenze di classifica, talvolta rinunciando alla grande occasione. C'è chi l'ha accettato di buon grado, come Lorenzo Bandini che in Messico nel 1964 cede la sua posizione a Surtees permettendogli di aggiudicarsi il titolo iridato. Oppure come Mika Salo, che a Hockenheim nel 1999 rinuncia alla sua occasione di vittoria per cederla a Irvine impegnato nella lotta iridata con Mika Hakkinen al posto dell'infortunato Michael Schumacher. Lo stesso tedesco, dall'alto del suo prestigioso curriculum, ha dovuto interpretare il ruolo del gregario di lusso a Sepang. E poi c'è a chi il ruolo del comprimario sta stretto, come per esempio Rubens Barrichello, protagonista del controverso episodio avvenuto a Zeltweg il 12 maggio 2002, sul quale sono state raccontate tante storie e poche verità.
La Ferrari che si avvicina all'appuntamento austriaco è una squadra unita e imbattibile. I ruoli sono chiari, Schumacher è la prima guida senza se e senza ma. Tanto più che a Marzo in Brasile la prima e unica F2002 disponibile viene affidata proprio al tedesco che la conduce alla vittoria, mentre il brasiliano si deve accontentare ancora di una F2001. E anche a Zeltweg le cose non cambiano e vengono ribadite da Jean Todt prima della gara. Qualora Rubens si trovi in testa prima dell'ultimo pit stop, la vittoria deve comunque andare a Michael. Tutto chiaro e, particolare non da poco, tutti d'accordo.
Alla partenza Barrichello conserva la leadership davanti ai fratelli Schumacher, con Michael davanti a Ralf. Ancora una volta la F2002 si rivela essere di un altro pianeta, creando un abisso di circa 17 secondi in circa venti giri sugli avversari della Williams. Al giro 23 sulla BAR di Panis esplode il motore in rettilineo, rendendo necessario l'intervento della safety car. Una volta rientrata, la vettura di sicurezza è chiamata nuovamente in causa per un pesante incidente causato da Heidfeld, che a causa dei freni non ancora in temperatura parte in testacoda e travolge Sato senza fortunatamente conseguenze fisiche. Entrambe le rosse rientrano ai box nello stesso momento, ma così facendo il campione del mondo tedesco cede la posizione al fratello che recupererà poi nel secondo giro di pit stop.

A circa dieci giri dal termine, lo scenario concordato si materializza. Dopo la seconda sosta Barrichello è primo e M Schumacher secondo. Il brasiliano deve quindi adempiere a quanto concordato. L'ordine viene sì messo in pratica, ma nella maniera più plateale, insubordinata e imbarazzante. La rossa numero 2 decide di dare strada al capofila solamente a pochi metri dalla linea del traguardo, spiazzando l'intero muretto e soprattutto il pilota tedesco che di certo non si aspettava una mossa del genere.

Un sorpasso che fa rumore. E' il rumore dei fischi dei tifosi che accompagnano le Ferrari e i suoi alfieri tanto nel giro d'onore quanto nella cerimonia di premiazione. Il gesto del Kaiser che cede la sua posizione sul podio e il relativo trofeo al compagno di squadra non fa altro che inasprire l'astio del pubblico austriaco verso i colori di Maranello. Il plateale gesto di Barrichello accende nuovamente il dibattito sugli ordini di scuderia, che di lì a poco sarebbero stati banditi anche se, come tutte le cose, fatta la legge e trovato l'inganno.
Alla luce dei fatti, la provocazione è d'obbligo. Rubens è vittima del meccanismo Ferrari o seconda guida insubordinata?
Scritto da Diego Romano
Foto: Formula1.com