IL COMPLEANNO PIÙ BELLO DI JEAN ALESI
Enzo Ferrari diceva che la sfortuna non esiste. Piuttosto esiste solo l'incapacità dell'uomo di fare o prevedere. Eppure se si guarda la carriera di alcuni piloti si fa veramente fatica a condividere le parole del Drake. Un esempio sicuramente lampante è quello di Jean Alesi; lo scugnizzo di Alcamo debutta nel circus nel 1989 al gran premio di Francia alla Tyrrell in sostituzione di Michele Alboreto. Un inizio che fa ben sperare con un buon quarto posto, che viene confermato poi in buona parte delle gare del 1990, quando tiene testa a Phoenix ad Ayrton Senna, o come il buon secondo posto sempre in quell'anno a Montecarlo.
Dopo essere stato conteso sia da Williams che da Ferrari, il francese dagli occhi color ghiaccio decide di cedere alla corte del Cavallino Rampante, raggiungendo il suo connazionale Prost. Negli anni vestito di rosso l'appuntamento con la vittoria sembra essere stregato. In Belgio nel 1991 Jean parte con gomme dure in modo da non fermarsi ai box. La strategia sembra pagare, ma a circa quindici giri dal termine deve dire addio ai sogni di gloria a causa della rottura del motore. Tre anni dopo l'occasione si ripresenta a Monza, davanti al pubblico che vede solo rosso Ferrari. A fronte della pole, il transalpino guida la gara fino al suo primo pit stop, dal quale però non riesce a ripartire a causa della rottura del cambio. Altra occasione sfumata.

Si arriva così al 1995. In quella stagione, la quinta con la Ferrari, il caso vuole che si disputi un gran premio nel giorno del suo trentunesimo compleanno, l'11 giugnosulla pista di Montreal. Alesi scatta quinto e in questa posizione ci rimane alla fine del primo giro, con Schumacher che davanti comincia a prendere il largo. Dietro di lui le Williams Renault non si rivelano nella loro migliore giornata; Coulthard infatti finisce in testacoda al secondo giro, mentre Hill non è irresistibile in seconda posizione. Il combattivo francese della Ferrari supera prima Berger dopo il primo giro, e poi si pone alle spalle del leader della gara al diciassettesimo giro. Per come si mettono le cose in gara, il secondo posto è quello che di meglio offre quella domenica la pista intitolata a Gilles Villeneuve.

Le cose cambiano a dodici giri dal termine. La Benetton del campione del mondo in carica si avvia lentamente ai box, dove i meccanici non sono pronti per la sosta. Difatti non è un pit stop, perché il tedesco rientra a causa di problemi tecnici. Una volta sostituito il volante il Kaiser riparte solo al settimo posto, mentre Alesi si trova al comando. Gli ultimi giri vengono vissuti con il cuore in gola dal pubblico sugli spalti e da tutti i tifosi davanti alla TV, ma la favola del francese almeno per una volta si conclude con un finale da incorniciare. Finalmente arriva per il pilota della rossa la sua prima vittoria in F.1. Per una volta tanto i guai capitano agli altri, o quanto meno non capitano a lui in gara. Infatti nel giro d'onore la sua Ferrari si ferma in mezzo alla pista, dove viene caricato da Schumacher che gli fa da tassista fino al podio, dove almeno per una volta può guardare il mondo dall'alto verso il basso.
Incantesimo spezzato? Neanche per idea, perché a Monza si consuma un doppio dramma sportivo. Con le Ferrari comodamente ai primi due posti, la telecamera di Alesi si stacca e colpisce la sospensione di Berger danneggiandola irrimediabilmente. I fili penzolanti si attorcigliano poi intorno alla ruota della rossa 27, danneggiando un cuscinetto.
Tanti piloti hanno ottenuto una sola vittoria. Eppure in pochi come il nostro Jean sono entrati dritti nel cuore degli appassionati nonostante i pochi risultati
Scritto da Diego Romano
Foto: Formula1.com