"ASTON MARTIN, TANTO TUONÒ CHE PIOVVE"

"ASTON MARTIN, TANTO TUONÒ CHE PIOVVE"

ANALISI AERODINAMICA DELLA ASTON MARTIN DI NEWEY

Finalmente abbiamo visto la nuova Aston Martin scaturita dalla mente fertile di Adrian Newey e finalmente qualcosa un po’ fuori dal coro, in particolare ha destato stupore il braccio della sospensione posteriore attaccato al pilone dell’ala posteriore e subito sono state trovate teorie sulla sua possibile funzione aerodinamica.

Vanno dette due cose: una, che Newey deve alimentare la sua fama di “genio imprevedibile”, la Formula 1 ha assolutamente bisogno di personaggi e lui lo sa bene, quindi tutto quello che fa potrebbe solo essere di facciata e due, la geometria è per ora troppo poco chiara in una zona nella quale i dettagli contano molto. La vecchia “beam wing” alla quale molti si sono rifatti era (lo dice il nome stesso) una “wing”, cioè un’ala con un suo profilo ben studiato e una dimensione ragionevole; ed è improbabile che un braccetto della sospensione (tra l’altro regolamentato nella forma) possa fare la stessa funzione. Il suo scopo (della “beam wing”) era creare una bassa pressione all’uscita del diffusore per aumentare la portata che questo riusciva a richiamare dalla parte anteriore della vettura sotto il fondo perché tanta portata vuol dire elevata velocità dell’aria e bassa pressione che “aspira” in basso (leggi genera “downforce”).

Che termine orribile “aspira”, la pressione non può “aspirare”, ma serve a capirsi! La posizione della “beam wing” rispetto all’uscita del diffusore doveva essere ben precisa e molto vicina, cosa che il braccetto della sospensione della Aston Martin sembra non soddisfare. Potrebbe anche darsi che il motivo sia una scatola del cambio innovativa che non offre un punto di attacco dove servirebbe e ci si deve attaccare a un altro elemento oppure un motivo legato alla grande apertura sulla pancia per far uscire l’aria il cui getto passa proprio dalle parti del braccetto miracoloso. 

Il suo scopo (della “beam wing”) era creare una bassa pressione (blu nella figura) all’uscita del diffusore per aumentare la portata che questo riusciva a richiamare dalla parte anteriore della vettura sotto il fondo. Si noti che nelle linee di corrente il colore rosso indica alta velocità.

 

Scritto da Marco Giachi (Ingegnere Areodinamico https://smartaerodynamics.it)
Foto: Formula1
Illustrazione: Smartareodinamics

F1, Aston Martin, Motorsport, Barcellona

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